Storia

L’ITALIA è una goletta armata a brigantino costruita nei Cantieri Navali di Danzica nel 1993. Battezzata “Swan Fan Makkum” (‘cigno della città di Makkum’), ha veleggiato per tredici anni per le Antille, traversando 18 volte l’Atlantico col suo primo armatore,WillelmSligting della società di navigazione WyldeSwanMakkum.

Il 9 ottobre 2006 “Swan fan Makkum” arrivò a Genova per ormeggiare di fronte allo Yacht Club Italiano. Si realizzava così il sogno a lungo cullato dal Presidente dell’YCI Carlo Croce, di un veliero dedicato a persone con disabilità.

Il 10 gennaio 2007 fu costituita a bordo del brigantino la Fondazione Tender To Nave Italia Onlus e nominato il primo CDA alla presenza del notaro Rosetta Gessaga:Galeazzo Pecori Giraldi Presidente, Amm. Luciano Zapata V. Presidente, Dott. Carlo Croce CEO, Cap. Mario Billardello, Dott. Matteo Bruzzo, Dott. Carlo Buora, Dott. Dario Frigerio, Dott. Gabriele Galatieri di Genola, Dott. Andrea Haupt, Dott. Giorgio Mosci, Dott. Roberto Sestini.

Nel febbraio del 2007 la Fondazione viene presentata alle Autorità e alla Stampa a Roma in Campidoglio. Il primo marzo 2007 “Nave Italia” riceve la benedizione impartita dall’Arcivescovo della città di Genova, Card. Angelo Bagnasco. Il 19 marzo fu siglato a Roma il contratto che affidava alla Marina Militare Italiana la conduzione del veliero. Il primo Comandante fu Gai Vassallo. L’Italia venne iscritta nei registri di Navarma e fu issata la bandiera della Marina Militare. I primi membri dell’equipaggio designato salirono così a bordo. Il 6 aprile 2007 avviò la propria missione imbarcando il primo progetto riabilitativo.

I progetti realizzati da centinaia di ONLUS, Scuole Ospedali ed Enti non profit di tutta Italia, hanno così scoperto un potente strumento di riabilitazione ed educazione messo a disposizione di persone rese fragili da malattie o situazioni difficili.

Da allora hanno veleggiato su Nave Italia oltre 4000 persone, marinai speciali che hanno sfidato vento, onde e regole militari per riscoprire dentro se stesse la capacità di fare, imparare, convivere e gioire, nonostante tutto.