Metodologia

A partire dal 2010 la Fondazione TTNI ha sviluppato un lavoro inteso a meglio delineare i principi metodologici propri della Fondazione.  Questa metodologia serve a definire tutte le tappe e gli strumenti necessari per fare in modo che i progetti sviluppati all’interno di Nave Italia servano effettivamente a raggiungere le finalità indicate dalla mission: promuovere lo sviluppo umano attraverso la vita di mare e la navigazione.

Essa serve inoltre a fare in modo che tutti i progetti vegano condotti secondo gli stessi standard qualitativi, indipendentemente dagli educatori e dagli operatori che gestiscono il progetto.

Tre nuclei temporali:

La metodologia si declina attraverso tre fasi temporali:

1. Le attività di preparazione a terra

Come ogni viaggio, la buona riuscita di un progetto educativo a bordo nave è legata alla qualità della sua preparazione a terra.

All’interno dei diversi progetti educativi, ciascuna delle persone che partecipano alle attività di Nave Italia è chiamata a definire, nella fase di preparazione del percorso:

  • cosa farà sulla nave
  • a cosa serviranno le sue azioni
  • quale ruolo avrà
  • che tipo di attività sarà chiamata a svolgere
  • quali relazioni dovrà attivare per raggiungere gli obiettivi
  • quali competenze personali dovrà utilizzare, quali apprendimenti dovrà conseguire.

 

Si arriva così alla definizione di obiettivi necessari per navigare. Questi obiettivi vedono il riconoscimento e la piena consapevolezza di tutti i soggetti coinvolti (la persona in via di sviluppo, i suoi genitori, gli insegnanti della scuola da lui frequentata, gli educatori di eventuali associazioni territoriali, gli educatori di Nave Italia, i servizi socio-assistenziali, i diversi enti locali, ecc.).

Chi presenta un progetto a Nave Italia è chiamato a strutturare reti territoriali di collaborazione, per far sì che gli apprendimenti della persona che salirà a bordo vengano poi utilizzati anche al di fuori dell’ambiente di Nave Italia (ad esempio, a scuola, in famiglia, nei centri sociali ).

  1. 1.    La navigazione

Le attività durante la navigazione sono organizzate e dotate di senso per la persona che le deve svolgere. La dimensione dei contenuti e della vita a bordo nave diviene il mediatore principale intorno al quale ruotano altri due aspetti del processo educativo: la relazione con gli altri
 e la raccolta di materiale ed idee per la Narrazione/Documentazione del proprio percorso.

a. La relazione con gli altri, soprattutto in presenza di persone con difficoltà interpersonali, può basarsi sulla costruzione e utilizzo consapevole di una rete di mediatori (emotivi, cognitivi, pratico-concreti) che gli educatori strutturano nella misura in cui conoscono le persone che salgono sulla nave; mediatore è tutto ciò che consente di “creare dei legami”, dei “ponti” tra situazioni altrimenti lontane e non capaci di comunicare direttamente.

b. La raccolta di materiale ed idee per la narrazione del proprio percorso. Uno degli obiettivi comuni a tutte le persone che partecipano alle attività di Nave Italia è quello di creare una narrazione, un racconto del proprio percorso di crescita. Questa modalità non riguarda solo “bambini e ragazzi”, ma è estesa a tutto il personale che prende parte al progetto: educatori, genitori, insegnanti e anche l’equipaggio. Dal punto di vista istituzionale una buona narrazione rappresenta una delle prove più “solide” dell’efficacia e riuscita del progetto, ma anche un indicatore di aspetti individuali sui quali è possibile continuare a crescere in futuro.

c. Una volta rientrati a terra, la sfida educativa si riassume in due domande: in quale modo l’attività di “Nave Italia” è stata capace di incidere positivamente sulle attività, relazioni, ruoli che la persona in via di sviluppo vive nei suoi contesti quotidiani?
  La persona che ha vissuto l’esperienza di Nave Italia, cosa si porta a casa di nuovo e di diverso?  Le risposte a queste domande dipendono dalla qualità e profondità con cui è stata affrontata la fase preliminare e di navigazione del progetto. Il “dopo”, dunque, si focalizza su:

  • L’integrazione degli apprendimenti della persona nella sua vita quotidiana;
  • la narrazione e la documentazione del percorso svolto;
  • L’impiego della persona in progetti futuri ove essa possa mettere in pratica le competenze apprese, con funzioni di tutoraggio e guida di altre persone.
  1. 2.    La valutazione

Un ultimo aspetto importante della metodologia riguarda la valutazione. Anche se ogni progetto dispone di propri strumenti specifici, la fondazione propone alcuni sistemi di valutazione comuni. Essi sono:

  • La misurazione degli effetti del progetto sull’autostima delle persone
  • Un questionario volto a misurare il gradimento dell’esperienza espresso dai partecipanti, dagli educatori dell’ente, dagli educatori di Nave Italia, dal personale della Marina Militare.
  • Una indicazione sul raggiungimento degli obiettivi preposti, formulata dagli educatori.