L’arte della vela come strumento di riabilitazione e l’inclusione del minore psicotico e del giovane adulto – Artelier Cooperativa Sociale

L’arte della vela come strumento di riabilitazione e l’inclusione del minore psicotico e del giovane adulto – Artelier Cooperativa Sociale

Sono partiti da Milano e hanno viaggiato tutta la notte in pullman. La mattina del 20 Settembre 2016, i 16 ragazzi e i 6 professionisti della Cooperativa Artelier sono arrivati a Salerno. Il Comandante accoglie il gruppo e si forma così il “nuovo” equipaggio. Nave Italia salpa subito con rotta verso Capri. Lezione sulla sicurezza e la manovra alle vele sono i primi passi verso questa nuova esperienza.

Dopo la notte passata alla fonda con la vista dei “faraglioni” è arrivato il momento di tuffarsi in mare con questo spettacolo che lascia senza parole. La giornata è soleggiata ma si intravedono le nuvole all’orizzonte. Nave Italia è anche questo. Si salpa velocemente e si naviga verso Gaeta. Il mare grosso inizia a farsi sentire ma il gruppo impara a vivere anche questo aspetto e, nonostante tutto, le attività programmate procedono; all’aperto però, perché fuori le onde si percepiscono di meno. I ragazzi imparano l’organigramma dell’equipaggio e le mansioni di ogni membro dell’equipaggio: un passo in più verso la conoscenza di come si gestisce una nave.

Navigando nel temporale si arriva finalmente a Gaeta. Tutto si calma: il tempo, il mare e anche il gruppo riprende ritmi più calmi.

La lezione dei nodi è seguita da tutti con entusiasmo e ciò che i ragazzi hanno imparato si trasforma in braccialetti fatti con piccole sagole. Qualcosa da portare sempre con se e da regalare agli amici una volta sbarcati per donare “un po’ di questo viaggio”. Il tempo vola ed è già ora di apparecchiare.

Si naviga verso Civitavecchia e i ragazzi preparano le magliette con un disegno, una frase o un pensiero che possa riassumere questa esperienza e, nel frattempo, si lavora per preparare la festa dell’ultima sera a bordo. La musica, strumento e risorsa usata dal gruppo, fa da colonna sonora per tutto il viaggio.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di Rotary distretto 2042 e di Fondazione Cariplo

 

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